Pubblicato il Lascia un commento

LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE: LA FARINA

I cereali integrali: un aiuto per stare bene


Negli ultimi decenni sempre maggiore attenzione è stata riposta sui cereali integrali quali componenti di
una dieta salutare per il loro ruolo preventivo nei confronti di alcune malattie. Il consumo di cereali integrali
è, infatti, associato ad una riduzione del rischio di malattie cronico-degenerative come diabete, malattie
cardiovascolari ed alcune forme di cancro, e nello stesso tempo al mantenimento del peso corporeo e delle
funzioni gastrointestinali.

Favorire le filiere corte e produzione di cereali antichi è strategico!

Il consumo di prodotti a base di cereali integrali è importante per la salute perché:


• è associato ad un ridotto rischio di malattie cardiovascolari. La riduzione può essere anche molto rilevante,
fino al 20% circa in soggetti che consumino 3-5 porzioni di cereali integrali al giorno. Questo effetto è legato
soprattutto alla riduzione dell’assorbimento del colesterolo e ad un minore livello di LDL circolanti;
• è associato alla modulazione della glicemia; infatti in taluni casi riduce l’indice glicemico (vedi “Zuccheri ,
dolci e bevande zuccherate : meno meglio ”), la risposta insulinemica e glicemica sia nel sano che nel
diabetico , dimostrando sia valenza preventiva che di supporto dietetico alla terapia in caso di diabete di
tipo 2;
• può contribuire al controllo del peso corporeo e può favorire una perdita di peso, non tanto per la minore
densità calorica dei prodotti integrali rispetto agli stessi prodotti ottenuti con farine raffinate, quanto
perché l’elevato quantitativo di fibra di questi prodotti ne aumenta il potere saziante;
• contribuisce alla salute del tratto gastrointestinale. I cereali integrali, ricchi in fibra (compresa la frazione
amido resistente) e oligosaccaridi, presentano un effetto prebiotico favorendo lo sviluppo di un microbiota
sano e funzionale oltre che gli effetti positivi sulla peristalsi intestinale;
• è un probabile fattore di protezione nei confronti dell’insorgenza di vari tipi di cancro, sia del colon-retto,
che ormono-dipendenti (ad esempio cancro della mammella).

La varietà di cereali è importante e va valorizzata!


Considerando quindi l’importanza dei cereali integrali in una dieta bilanciata, si raccomanda che
quotidianamente almeno metà delle porzioni di cereali consumati sia del tipo integrale. Questa
raccomandazione va bene anche per i bambini nei quali è bene alternare fonti di cereali integrali con
prodotti non integrali, facendo attenzione ai piccoli sotto i tre anni nei quali un eccesso di fibra può
diminuire l’assorbimento di nutrienti importanti per la crescita. Il consumo di una maggior quantità di
cereali integrali richiede semplicemente qualche piccola modifica nella scelta degli alimenti, come la
sostituzione di alcune porzioni di alimenti raffinati con omologhi integrali. Ricordiamo che anche i prodotti
in chicchi, quali grano, farro, avena, orzo, ecc., che si usano in zuppe e minestre, possono dare un
importante contributo alla quota di cereali integrali da consumare ogni giorno.


LE FARINE BIANCHE E RAFFINATE NON SONO UN VELENO
Il consumo di cereali integrali rientra nelle indicazioni di una dieta salutare, ossia di uno stile di vita
alimentare che sia protettivo nei confronti delle malattie cronico-degenerative. Quindi è una buona pratica
la sostituzione di cereali raffinati con cereali integrali. Questo non vuol dire che le farine “bianche” o
“raffinate” o “tipo 0 o 00” siano un “veleno”, come troppo spesso purtroppo si sente dire non solo sui
media e sul web, ma soltanto che bisogna limitarne il consumo a favore di prodotti integrali.
Gli alimenti ottenuti con farina bianca hanno un indice glicemico più alto di quelli ottenuti con farina
integrale (e questo è ovvio perché contiene poca fibra), ma non significa che la farina bianca provochi il
diabete o che determini un’iperproduzione di insulina, o che sia responsabile di obesità. È questione di
misura e l’indice glicemico è, oltretutto, un parametro complesso di difficile interpretazione poiché riguarda
un solo ingrediente di un solo alimento come in questo caso e non tiene conto della composizione degli
altri nutrienti, degli altri alimenti e degli altri pasti.
Infine, la farina bianca non favorisce l’insorgenza di cancro, che è una malattia multifattoriale che dipende
da molte cause nutrizionali e non.
È importante sottolineare che l’uso di sbiancanti chimici per la produzione di farine in Europa è vietato da
un regolamento comunitario specifico in vigore dal 1998. Pertanto, non si possono trovare residui di
sbiancanti chimici nei prodotti cerealicoli a base di farina bianca. Lo stesso regolamento diffida
dall’utilizzazione sulla confezione dell’indicazione “non sbiancato” perché non ha senso, visto che tutte le
farine devono rispettare la stessa normativa e quindi anche quelle che non riportano tali indicazioni non
hanno subito trattamenti sbiancanti.

Macinare da se la propria farine favorisce un ottimo apporto di fibre alla propria dieta

Fonti: Rapporto del Crea per il Ministero della Salute – titolo: Linee Guida per una Sana Alimentazione – agg. 2018 – Rapporto Completo Scaricalo QUI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *